Maria Angioni, a novembre riparte a Monza il processo per diffamazione ai danni dell'ex Ispettore Vincenzo Tumbiolo

Rosalba Pipitone
0

Il procedimento giudiziario a carico di Maria Angioni, ex magistrato, entra in una nuova fase davanti al Tribunale di Monza. Il dibattimento per l’accusa di diffamazione aggravata nei confronti dell’ex ispettore di polizia Vincenzo Tumbiolo è previsto per novembre 2026. Dopo l’apertura del processo, il calendario prevede una successiva udienza dedicata all’esame dei testimoni indicati dal pubblico ministero, tra i quali figura lo stesso Tumbiolo, costituitosi parte civile.

Il procedimento sarà celebrato in Lombardia dopo il trasferimento degli atti per incompetenza territoriale e l’annullamento senza rinvio della precedente sentenza emessa dal Tribunale di Marsala. In primo grado Angioni era stata condannata a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, oltre al pagamento delle spese processuali e a una provvisionale di 3.000 euro in favore della parte civile.
La vicenda ha origine da alcune dichiarazioni rilasciate il 27 maggio 2021 durante la trasmissione televisiva Mattino 5. Nel corso dell’intervista, Angioni aveva parlato delle attività investigative svolte dopo la scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta a Mazara del Vallo il primo settembre 2004, riferendosi all’accesso effettuato dalle forze dell’ordine nello stabile in cui abitava Anna Corona.
Secondo quanto contestato, l’ex magistrato aveva indicato Tumbiolo tra gli agenti che si sarebbero recati nell’edificio, sostenendo che fosse stato commesso un errore nell’individuazione dell’appartamento e sollevando dubbi su presunte irregolarità nelle indagini. La Procura ha ritenuto che tali affermazioni avessero leso la reputazione dell’ex ispettore.

Dalla ricostruzione contenuta negli atti emerge che, nelle ore successive alla scomparsa della bambina, le forze dell’ordine entrarono nell’abitazione di una vicina di Anna Corona e non in quella di quest’ultima. Tumbiolo, tuttavia, non avrebbe partecipato all’intervento: il primo settembre 2004 risultava infatti sospeso dal servizio, provvedimento collegato a una misura cautelare nell’ambito di un’inchiesta sulla discoteca Planet Sound, seguita all’epoca dalla stessa Angioni. La sospensione era durata dal luglio 2002 al 2 febbraio 2005.
L’ex ispettore, assistito dall’avvocato Giuseppe De Luca, era stato successivamente assolto dalla Corte di Cassazione nell’ambito di quella vicenda.

Durante il corso del precedente procedimento, Angioni aveva sostenuto di voler chiarire alcuni aspetti ancora controversi delle prime fasi investigative. Aveva spiegato che, secondo il verbale relativo all’accesso nello stabile, gli ufficiali di polizia giudiziaria si erano recati sul posto per cercare una persona diversa da Anna Corona. Per questo, a suo dire, riteneva utile confrontarsi con chi aveva preso parte all’attività, così da comprendere meglio le ragioni dell’intervento.
L’ex magistrato aveva inoltre rivolto delle scuse a Tumbiolo, affermando di non aver avuto intenzione di diffamarlo. A sostegno della propria posizione aveva prodotto alcuni articoli di giornale nei quali l’ex ispettore veniva indicato tra i partecipanti all’accesso. Angioni aveva dichiarato di essersi basata anche su quelle ricostruzioni giornalistiche e di non ricordare ogni dettaglio, considerando il tempo trascorso e la complessità del caso.

Durante il processo celebrato a Marsala, il difensore di Angioni, l’avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, aveva chiesto che il procedimento fosse trasferito in un’altra sede, sostenendo che nella città si fosse creato un clima ostile nei confronti della sua assistita.
Il 25 giugno era stata poi resa nota la decisione della Cassazione di annullare senza rinvio la sentenza di primo grado. Gli atti sono stati successivamente trasmessi al Tribunale di Monza, dove il pubblico ministero Francesca Gentilini ha concluso le indagini preliminari, ritenendo sussistenti gli elementi per procedere nei confronti dell’imputata.
Angioni era stata convocata per l’udienza predibattimentale del 16 giugno 2026 davanti al giudice monocratico di Monza. L’udienza era stata poi rinviata al 15 settembre. Il prossimo passaggio indicato è l’avvio del dibattimento a novembre, seguito dall’esame dei testimoni della pubblica accusa. Tra questi è previsto Vincenzo Tumbiolo, la cui deposizione sarà uno degli elementi del nuovo confronto giudiziario.


Rosalba Pipitone
©Riproduzione riservata

Posta un commento

0Commenti

Posta un commento (0)