
R. G., 86 anni, è morta dopo essere precipitata dal balcone della sua abitazione in via Raffaele Castelli, nel centro storico di Mazara del Vallo. Un cedimento improvviso di una parte del balcone ha provocato la caduta della donna, che è stata soccorsa e trasportata all’ospedale Abele Ajello, dove è deceduta poche ore dopo per le gravi ferite riportate.
La morte di R.G. resta innanzitutto una tragedia familiare e cittadina. La donna è morta dopo un drammatico incidente domestico e sulla dinamica del cedimento sono in corso gli accertamenti delle autorità. Il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci ha espresso il cordoglio dell'amministrazione e della città, mentre l'abitazione è stata posta in sicurezza e una famiglia residente al piano terra è stata temporaneamente sgomberata.
La morte di R.G. assume, però, a Mazara del Vallo, anche un particolare significato legato a una delle vicende più dolorose e misteriose della città: la scomparsa di Denise Pipitone, la bambina rapita il primo settembre 2004.
R.G. era infatti legata a Battista Della Chiave, l’uomo sordomuto che, molti anni dopo la scomparsa di Denise, sarebbe diventato uno dei testimoni più discussi dell'inchiesta.
Per arrivare a Battista Della Chiave furono necessari quasi dieci anni.
La sua storia entra nel procedimento attraverso il lavoro dell'avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, la madre di Denise. Il punto di partenza furono alcuni tabulati telefonici esaminati durante il procedimento a carico di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise.
In particolare, durante l'istruttoria emerse una telefonata effettuata nelle ore immediatamente successive alla scomparsa di Denise.
La madre di Anna Corona, durante il corso del dibattimento, aveva raccontato di essere venuta a conoscenza della scomparsa della bambina dopo una telefonata della figlia. Secondo il suo racconto, Anna Corona l'aveva chiamata invitandola a prestare attenzione alle ragazze perché era successo «qualcosa di molto grave».
Fu proprio l'analisi dei tabulati a fornire un elemento destinato a diventare centrale.
La chiamata risultava infatti partita da via Rieti, a Mazara del Vallo. Ed è qui che l'avv. Frazzitta, recandosi sul luogo, iniziò a cercare di capire chi si trovasse in quel luogo e chi potesse avere avuto accesso al telefono dal quale era partita la telefonata.
Il nome che emerse fu quello di Battista Della Chiave, che all'epoca lavorava proprio in un magazzino di via Rieti; l’avv. Frazzitta, mostró la foto della bimba, e Battista l'avrebbe riconosciuta.
La circostanza è documentata anche dalla ricostruzione di Chi l'ha visto?: nel 2013 Frazzitta portò all'attenzione del Tribunale di Marsala la testimonianza di Della Chiave, allora 74enne, che sosteneva di aver visto Denise nel magazzino poco dopo la sua scomparsa.
Il sordomuto, raccontò attraverso i gesti e con l'ausilio di interpreti una scena che, se confermata, avrebbe potuto avere un peso enorme nella ricostruzione delle ore successive al rapimento.
Secondo la sua versione, nel magazzino di via Rieti avrebbe visto una bambina che identificava come Denise. La piccola sarebbe stata in braccio a un uomo mentre un'altra persona era intenta a effettuare una telefonata.
Nel racconto compariva anche il nome del nipote di Battista, indagato alla riapertura delle indagini nel 2021, e successivamente archiviata la sua posizione.
Negli anni successivi la testimonianza fu al centro di forti discussioni. I familiari del testimone ne contestarono l'interpretazione, sostenendo anche che Battista non conoscesse il linguaggio dei segni nella maniera in cui era stato ricostruito dagli investigatori. Davanti ai magistrati, inoltre, Battista Della Chiave si avvalse della facoltà di non rispondere.
Anni dopo, nel 2021, la sua testimonianza tornò prepotentemente al centro dell'attenzione quando nuovi esperti rianalizzarono le immagini degli interrogatori trasmessi da Chi l'ha visto?. Secondo l'interpretazione proposta dalla trasmissione, alcuni elementi del racconto risultavano più dettagliati rispetto a quanto era stato inizialmente compreso.
Della Chiave avrebbe parlato anche di un uomo con baffi, di uno scooter e successivamente di una barca. Nella sua ricostruzione, Denise sarebbe stata trasportata verso il mare e nascosta sotto una coperta. Si tratta, tuttavia, di elementi appartenenti alla sua testimonianza e mai trasformati in una ricostruzione giudiziaria definitiva dei fatti, essendo stato Battista Della Chiave giudicato teste non attendibile ed essendosi avvalso della facoltà di non rispondere.
Il particolare della telefonata da via Rieti è rimasto uno degli elementi più suggestivi della vicenda.
Nel 2021, quando la Procura di Marsala tornò a occuparsi del caso riaprendo le indagini, la zona e i movimenti delle persone coinvolte tornarono sotto i riflettori. Le ricostruzioni dell'epoca evidenziarono proprio la telefonata ricevuta dalla madre di Anna Corona e proveniente da un'utenza collocata in un magazzino di via Rieti.
Fu dunque una traccia telefonica, nata dall'esame dei tabulati durante il corso del processo, a portare l'avvocato Frazzitta verso un uomo che fino a quel momento non era stato considerato uno dei protagonisti della vicenda.
Quasi dieci anni dopo la scomparsa di Denise, Battista Della Chiave diventò così un testimone destinato a lasciare una delle tracce più controverse nella storia dell'inchiesta.
Nel 2013 la sua deposizione venne formalmente portata all'attenzione del processo. Nel 2021, a distanza di 17 anni dalla scomparsa, il suo racconto tornò sulle prime pagine e nelle trasmissioni televisive dedicate al caso.
Battista Della Chiave è morto alcuni anni fa e della sua testimonianza rimangono soprattutto i filmati degli interrogatori e le diverse interpretazioni che ne sono state date.
Oggi, con la morte di R.G,, torna alla memoria anche la figura di quell'uomo che, molti anni dopo la scomparsa di Denise Pipitone, raccontò di aver visto la bambina nel magazzino di via Rieti.
Una vicenda nella quale una telefonata, un magazzino e una testimonianza arrivata anni dopo hanno continuato a intrecciarsi con le domande rimaste senza risposta.
Rosalba Pipitone
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