Maria Angioni, il procedimento per diffamazione riparte a Monza: udienza fissata a giugno 2026

Rosalba Pipitone
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Il caso nasce dalle dichiarazioni sulla scomparsa di Denise Pipitone e sul sopralluogo del settembre 2004. Dopo il trasferimento degli atti, la vicenda giudiziaria proseguirà a Monza.
Il procedimento giudiziario che coinvolge Maria Angioni, ex magistrato che si occupò delle indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone, sarà esaminato dal Tribunale di Monza. L’accusa contestata è quella di diffamazione aggravata nei confronti di Vincenzo Tumbiolo, già Ispettore di Polizia. L’udienza predibattimentale è stata fissata per il 16 giugno 2026, davanti al giudice monocratico competente.
Il trasferimento del fascicolo in Lombardia è avvenuto dopo che era stata rilevata l’incompetenza territoriale del Tribunale di Marsala. 
La vicenda trae origine da alcune dichiarazioni rilasciate da Angioni il 27 maggio 2021 durante la trasmissione televisiva Mattino 5, nell’ambito di un approfondimento sulle indagini relative alla scomparsa della bambina, avvenuta a Mazara del Vallo il primo settembre 2004.
Durante il corso dell’intervista, Angioni aveva fatto riferimento agli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine nello stabile in cui abitava Anna Corona, sostenendo che, nelle ore successive alla scomparsa, gli investigatori fossero entrati per errore nell’appartamento di una vicina. Le sue parole avevano inoltre sollevato interrogativi su presunte carenze e omissioni investigative, chiamando in causa anche Tumbiolo.

Secondo quanto ricostruito nel procedimento, tuttavia, l’ex Ispettore non avrebbe preso parte a quell’accesso. Alla data del primo settembre 2004, infatti, risultava sospeso dal servizio, dal luglio 2002 fino al 2 febbraio 2005, in seguito a una misura cautelare disposta nell’ambito di un’inchiesta riguardante la discoteca Planet Sound, indagine della quale si era occupata la stessa Angioni.
Tumbiolo, assistito dall’avvocato Giuseppe De Luca, era stato successivamente assolto dalla Corte di Cassazione nell’ambito di quella vicenda giudiziaria. 
Il procedimento per diffamazione nasce invece dalle dichiarazioni televisive e dai riferimenti alla sua presunta presenza durante l’accesso nell’edificio.
Angioni aveva spiegato di voler ricostruire con precisione quanto accaduto durante le prime fasi delle indagini. Nel corso delle dichiarazioni spontanee rese in aula, aveva chiarito che, leggendo il verbale dell’intervento, aveva notato che gli ufficiali di polizia giudiziaria si erano recati nell’edificio per cercare una persona diversa da Anna Corona. A suo dire, il suo intento era comprendere le ragioni di quell’attività attraverso il confronto con chi vi aveva partecipato.

Nel corso dello stesso procedimento, l’ex magistrata aveva rivolto delle scuse a Tumbiolo, precisando di non aver avuto intenzione di lederne la reputazione. A sostegno della propria ricostruzione aveva presentato alcuni articoli di stampa nei quali l’ex ispettore veniva indicato tra i presenti durante l’accesso. Angioni aveva dichiarato di essersi basata anche su quelle pubblicazioni, spiegando che il tempo trascorso e la complessità della vicenda avevano reso più difficile ricordare ogni particolare.
In primo grado, il Tribunale di Marsala, con il giudice Bruno Vivona, aveva condannato Angioni a quattro mesi di reclusione, con pena sospesa, disponendo inoltre il pagamento delle spese processuali e una provvisionale di 3.000 euro in favore della parte civile.

Fin dalle prime fasi del processo, il difensore di Angioni, l’avvocato Stefano Giordano del Foro di Palermo, aveva chiesto che il procedimento fosse celebrato in un’altra sede, sostenendo che a Marsala si fosse creato un clima ostile nei confronti della sua assistita. Successivamente, il 25 giugno, era stata resa nota la decisione della Cassazione di annullare senza rinvio la sentenza di primo grado.
Dopo il trasferimento degli atti al Tribunale di Monza, il Pubblico Ministero Francesca Gentilini ha concluso le indagini preliminari, ritenendo sussistenti elementi sufficienti per procedere nei confronti dell’imputata. 
Il prossimo passaggio indicato è quindi l’udienza predibattimentale del 16 giugno 2026, chiamata a segnare la ripresa del procedimento nella nuova sede giudiziaria.

Rosalba Pipitone
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