Quando l'ansia climatica diventa la nuova emergenza silenziosa

Rosalba Pipitone
0
La crisi climatica è spesso descritta con immagini di scioglimento dei ghiacciai, incendi e siccità, ma c'è un'emergenza silenziosa che sta emergendo: l'impatto del clima sulla salute mentale.Mentre il pianeta si riscalda, la nostra psiche è messa a dura prova, e sempre più persone, specialmente giovani, stanno sperimentando ansia, stress e dolore emotivo legati al futuro del nostro ambiente.
Eco-ansia è il termine usato per descrivere la preoccupazione cronica per il destino ambientale.
Non è una condizione medica formale, ma è un sentimento reale e diffuso, soprattutto tra le nuove generazioni.
La consapevolezza costante dei disastri naturali imminenti, della perdita di biodiversità e dell'incapacità percepita dei governi di agire può portare a una sensazione di impotenza e disperazione. Questo stato d'animo si manifesta con sintomi come attacchi di panico, disturbi del sonno e pensieri ossessivi sul futuro del pianeta.
In una ricerca di American Psychological Association (APA) del 2017, viene mostrato che l'eco-ansia può portare a un senso di lutto per la perdita di ecosistemi che non torneranno mai più, una sensazione nota come solastalgia. Questo termine, coniato dal filosofo Glenn Albrecht, descrive il dolore o l'angoscia che le persone provano quando il loro ambiente domestico o il paesaggio che amano vengono distrutti o danneggiati. È un senso di perdita che si manifesta in chi vive in aree colpite da siccità, inondazioni o deforestazione.
Oltre all'ansia per il futuro, il cambiamento climatico ha conseguenze dirette e immediate sulla salute mentale. Eventi climatici estremi come uragani, inondazioni e incendi non solo causano danni fisici e la perdita di vite umane, ma lasciano dietro di sé un'ombra di trauma psicologico. Chi sopravvive a queste tragedie spesso sperimenta disturbi da stress post-traumatico (PTSD), depressione e ansia.
Anche le condizioni climatiche meno estreme possono influire sul nostro stato d'animo. Studi hanno collegato le ondate di calore a un aumento dei ricoveri ospedalieri per problemi di salute mentale e a un incremento dei tassi di suicidio. Il caldo estremo può alterare l'umore e aggravare sintomi preesistenti, soprattutto in persone con condizioni di salute mentale.
Le difficoltà nell'affrontare questa nuova crisi sono molteplici. Il primo passo sarebbe riconoscere che queste emozioni sono valide. L'ansia climatica non è un sintomo di debolezza, ma una risposta razionale a una minaccia reale. Parlarne apertamente con amici, familiari o terapeuti può aiutare a normalizzare questi sentimenti.
Molti psicologi stanno ora specializzandosi nella terapia del clima, un approccio che aiuta le persone a elaborare il loro dolore e a incanalarlo in azioni positive. Il senso di impotenza si riduce quando si passa da un atteggiamento passivo a un'azione concreta, anche piccola. L'impegno civico, l'attivismo e la partecipazione a comunità che condividono gli stessi valori possono trasformare l'ansia in speranza e solidarietà.
Proteggere la salute mentale in un mondo che cambia non richiede solo l'azione individuale, ma un impegno collettivo per un futuro più sostenibile. Il rapporto tra clima e salute mentale ricorda che siamo inestricabilmente legati al nostro ambiente e che, per salvare il pianeta, dobbiamo anche prendersi cura di noi stessi.

 ©Riproduzione riservata

https://www.facebook.com/rosalbapipitonee/posts/pfbid027f8FwejohsRkyFtpAUHH4ozTZ8t52n13rz1Dnbd8Jguw5YqQ5moY5vx9rrLReBGTl

Posta un commento

0Commenti

Posta un commento (0)